Antidolorifici dopo le cure dentali: cosa sapere sui FANS
28 settembre 2026 · 6 min read

Dopo un’estrazione o un intervento odontoiatrico i FANS sono tra gli antidolorifici più efficaci, ma non sono adatti a tutti. Scopri quando serve cautela e cosa comunicare al dentista prima di assumerli.
Scegliere l’antidolorifico giusto fa parte della cura
Dopo un’estrazione dentale, un intervento chirurgico o un’altra procedura odontoiatrica è normale avvertire un po’ di dolore o fastidio. Per controllarlo, il dentista può prescrivere un farmaco antidolorifico.
Tra i più utilizzati ci sono i FANS, cioè i farmaci antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene, ketoprofene, naprossene e diclofenac.
Sono farmaci molto efficaci, ma non sono adatti a tutti: la scelta deve tenere conto dello stato di salute generale, delle terapie già in corso e di eventuali problemi allo stomaco, al cuore, ai reni o al fegato.
Che cosa sono i FANS?
I FANS hanno un’azione sia antidolorifica sia antinfiammatoria. Per questo possono essere particolarmente utili quando il dolore è accompagnato da un’infiammazione, ad esempio dopo un’estrazione.
Le linee guida più recenti sul trattamento del dolore dentale acuto confermano che, negli adulti senza particolari controindicazioni, i FANS, da soli o associati al paracetamolo, sono molto efficaci nel controllo del dolore dopo le procedure odontoiatriche.
Questo non significa però che un FANS sia sempre la scelta migliore.
“Da banco” non significa “adatto a tutti”
Ibuprofene, ketoprofene e altri FANS sono facilmente reperibili in farmacia e spesso vengono assunti in autonomia per mal di testa, mal di schiena o altri dolori.
Per questo è importante informare il dentista anche dei farmaci che non sono stati prescritti da un medico.
Quando raccogliamo la storia clinica di un paziente, non ci limitiamo a chiedere “Quali farmaci assume?”, ma anche “Cosa prende abitualmente quando ha mal di testa, mal di schiena o un altro dolore?”. La risposta può fare la differenza nella scelta di una terapia sicura dopo la cura.
I FANS sono sicuri per lo stomaco?
Non sempre.
Un errore comune è pensare che un FANS con rivestimento gastroresistente o una formulazione particolare sia automaticamente “protetto per lo stomaco”.
In realtà il rischio di gastrite, ulcera e sanguinamento gastrointestinale non dipende soltanto dal contatto del farmaco con la mucosa gastrica, ma anche dalla sua azione sull’organismo una volta assorbito.
Per questo anche farmaci molto comuni come ibuprofene e ketoprofene possono non essere indicati per chi soffre di gastrite, ha avuto un’ulcera o in passato un sanguinamento gastrointestinale.
In questi casi il dentista valuterà una soluzione alternativa o, se necessario, si confronterà con il medico curante o con lo specialista che segue il paziente.
E in caso di problemi cardiaci?
Anche in presenza di malattie cardiovascolari la scelta dell’antidolorifico richiede particolare attenzione.
Alcuni FANS possono aumentare il rischio di eventi cardiovascolari in determinate categorie di pazienti. Il rischio dipende dal farmaco, dalla dose, dalla durata del trattamento e soprattutto dalle condizioni di salute della persona, e può essere rilevante anche quando il farmaco viene assunto per pochi giorni.
Chi ha avuto un infarto, soffre di scompenso cardiaco o di una malattia coronarica, oppure assume farmaci per il cuore, dovrebbe sempre comunicarlo al dentista prima di assumere un antinfiammatorio.
Attenzione ad aspirina e anticoagulanti
Particolare cautela è necessaria per chi assume:
- aspirina a basse dosi (la cosiddetta “cardioaspirina”);
- anticoagulanti;
- altri farmaci che influenzano la coagulazione del sangue.
Alcuni FANS possono aumentare il rischio di sanguinamento e, in certi casi, interferire con l’effetto di altri farmaci.
Un anticoagulante o un antiaggregante non va mai sospeso di propria iniziativa prima di una procedura odontoiatrica: la decisione spetta al medico che segue la terapia, in collaborazione con il dentista quando necessario.
Quando stomaco e cuore vanno protetti insieme
In alcune situazioni la scelta è particolarmente delicata, ad esempio quando una persona presenta contemporaneamente problemi gastrici e cardiovascolari.
In questi casi non esiste una soluzione valida per tutti: il dentista può scegliere un farmaco diverso dai FANS, modificare la strategia di controllo del dolore oppure confrontarsi con il medico curante o con lo specialista.
È anche per questo che non è consigliabile riutilizzare automaticamente l’antidolorifico che ha funzionato in passato.
Anche il trattamento aiuta a ridurre il dolore
Il controllo del dolore non dipende soltanto dal farmaco.
Una procedura eseguita con tecniche appropriate e nel modo meno traumatico possibile contribuisce a ridurre dolore e gonfiore nei giorni successivi. Quando indicato, il dentista può inoltre utilizzare un anestetico a maggiore durata d’azione, per rendere più confortevoli le prime ore dopo l’intervento.
Anche seguire con attenzione le indicazioni ricevute è importante: applicazioni di ghiaccio nelle prime ore, un’alimentazione adeguata e le corrette abitudini di igiene orale possono fare la differenza.
Perché non scegliere l’antidolorifico da soli?
“L’ho sempre preso e mi sono trovato bene” è una frase che sentiamo spesso.
Da una volta all’altra, però, la situazione può cambiare: si possono assumere nuovi farmaci, sviluppare problemi gastrici o cardiovascolari o trovarsi in condizioni di salute diverse. Inoltre, il dolore dopo un intervento odontoiatrico può avere caratteristiche diverse da quello per cui si assume abitualmente un antidolorifico.
Meglio quindi non scegliere il farmaco in autonomia, né aumentare la dose se il dolore non passa.
Se il dolore è molto intenso, non migliora nei giorni successivi o tende ad aumentare invece di diminuire, è opportuno contattare lo studio: un dolore persistente può essere il segnale di una complicanza che deve essere valutata dal dentista.
Cosa comunicare al dentista
Prima di una procedura odontoiatrica è importante informare il dentista in caso di:
- gastrite, ulcera o precedenti sanguinamenti gastrointestinali;
- infarto o altre malattie cardiovascolari;
- problemi renali o epatici;
- terapia con anticoagulanti o antiaggreganti;
- assunzione regolare di aspirina;
- allergie o reazioni a farmaci antidolorifici;
- assunzione in corso di un FANS o di un altro antidolorifico;
- più farmaci assunti contemporaneamente o terapie per altre patologie.
Vanno segnalati anche i farmaci acquistati senza ricetta.
In conclusione
I FANS sono farmaci efficaci e, per chi non presenta controindicazioni, rappresentano una valida opzione per controllare il dolore dopo molte procedure odontoiatriche. Ma “da banco” non significa “adatto a tutti”.
La scelta dell’antidolorifico deve tenere conto della storia clinica del paziente, dei farmaci che assume e del tipo di procedura eseguita.
Il consiglio più semplice è anche il più importante: prima di assumere un antidolorifico dopo una cura dentale, chiedi al tuo dentista quale sia il più adatto alla tua situazione, e ricordati di comunicargli tutti i farmaci che assumi, compresi quelli acquistati in farmacia senza ricetta.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la valutazione del dentista o del medico curante.


